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divertente Novembre 30, 2006

Posted by andrea in diario.
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Questo divertente testo in rima, l’ho ascoltato da Bocelli per la prima volta. Lo condivido con voi, fatemi sapere se ne conoscete l’autore o il titolo…

Era d’agosto ed un povero uccelleto,
ferito dall fionda di un maschietto,
andò, per riposare l’ala offesa,
sulla finestra aperta di una chiesa.
Dalle tendine del confessionale,
il parroco intravide l’animale,
ma pressato dal ministero urgente
rimase intento a confessar la gente.
Mentre in ginocchio alcuni altri a sedere
dicevano, i fedeli ,le preghiere,
una donna, notato l’uccelletto,
lo prese al caldo e se lo mise al petto.

Ad un tratto un cinguettio ruppe il silenzio.
Il prete a quel rumore
il ruolo abbandonò di confessore.
E scuro in viso peggio della pece,
si arrampico sul pulpito e poi fece:
“Fratelli! Chi ha l’uccello, per favore,
esca fuori dal Tempio del Signore!”

I maschi, un pò stupiti a tal parole,
lenti si accinsero ad alzar le suole,
ma il prete, a quell’errore madornale:
“Fermi!” gridò “mi sono espresso male!”
“Rientrate tutti e statemi a sentire:
solo chi ha preso l’uccello deve uscire!”

A testa bassa, la corona in mano,
cento donne si alzarono pian piano,
ma mentre se ne andavano, ecco allora
che il parroco strillò: “sbagliate ancora!
rientrate tutte quante, figlie amate,
che io non volevo dire quel che pensate.
Ecco, quello che ho detto torno a dire:
solo chi ha preso l’uccello deve uscire,
ma, mi rivolgo, non ci sia sorpresa,
soltanto a chi l’uccello ha preso in chiesa.”

Finì la frase, e nello stesso istante,
le monache si alzarono tutte quante
e con il volto pieno di rossore
lasciarono la casa del Signore
“O Santa Vergine!” esclamò il buon prete.
“fatemi la grazia se potete
poi senza fare rumore, dico, piano piano,
s’alzi soltanto chi ha l’uccello in mano.”

Una ragazza che col fidanzato
si era messa in un angolo appartato
sommessa mormorò col viso smorto:
“che ti dicevo, hai visto, se n’è accorto!”

aforismi Novembre 28, 2006

Posted by andrea in citazioni.
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“Sii come il mare, che infrangendosi contro gli scogli, trova sempre la forza di riprovarci”

(Jim Morrison)

buonsangue Novembre 25, 2006

Posted by andrea in citazioni.
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Lorenzo Cherubini

Buonsangue (jovanotti)

Un mio parente era il cuoco sulla nave di Ulisse
Al grande eroe e ai suoi uomini faceva pranzi e cene
Anche a lui fu dato l’ordine che non ascoltasse
Passando da quell’isola il canto delle sirene
Ma lui si addormentò e non si mise la cera
E quando si svegliò credette di avere sognato
Ma invece l’esperienza era stata vera
Quel canto misterioso lui lo aveva ascoltato
E misteriosamente anche dimenticato
Restò dentro di lui quel richiamo del vuoto
Che hanno tutti gli uomini che hanno vissuto
Un tuffo inconsapevole nell’assoluto
Da lui ho imparato a vivere la realtà come un sogno
E i sogni come fossero una cosa reale
A vivere ogni viaggio come fosse un ritorno
E che anche i grandi eroi han bisogno di mangiare

Oooh buon sangue non mente lalalalala
Io son di tutta la gente Diretto discendente

Tra i miei antenati più illustri c’è un tale Caino
Fondò la prima città e fu il primo assassino
Una domanda insanguinava il suo cuore e il cervello
“perché Dio quella mattina preferì mio fratello?”
Ma nei giorni più cupi, nei momenti più bui
Lui sentiva che invece il più amato era lui
E come segno di amore gli era stato concesso
Il dolore e la colpa per il male commesso

Oooh buon sangue non mente lalalala
Io son di tutta la gente diretto discendente
Uhhhhh buon sangue non mente lalalala
Io son di tutta la gente diretto discendente

Un parente tra i più antichi era un manovale
Nel cantiere della grande torre di Babele
Il progetto nell’insieme non lo conosceva
Ma mattone su mattone la torre cresceva
Ad un certo punto con i soldi del salario
Pensò bene di comprarsi un vocabolario
”Inglese spagnolo turco arabo giapponese
Suhaili italiano greco indù russo portoghese”
Quel dizionario in qualche modo adesso è nelle mie mani
Ma è sempre complicato capire gli umani

Una mia ava era una donna alta un metro e dieci
Frequentava romani galli egizi e greci
Il suo corpo era piccino ma pieno di calore
Sottomise tutti quanti, anche un imperatore
Dalla mia ava ho imparato che non c’è potere
Che resista all’arte buon di dare piacere

Oooh buon sangue non mente lalalala
Io son di tutta la gente diretto discendente
Oooh buon sangue non mente lalalala
Io son di tutta la gente diretto discendente

Nel mio albero genealogico quasi alla radice
C’è una donna di Bretagna che faceva l’attrice
Ma siccome solo i maschi lo potevano fare
Recitava di essere un uomo per recitare
Cardinale puttana mendicante musa
La platea di fronte a lei non era mai delusa
Da quella donna ho imparato che l’identità
ha una maschera e la maschera dà libertà
Puoi cambiare faccia parte umore o sesso
Nel frattempo camminare di fianco a te stesso
Ricapitolando a caso tra i miei antenati
Ce n’è uno che è vissuto al tempo dei crociati
Fabbricava e poi vendeva cinture di castità
Era il garante tecnico della fedeltà
E quando i cavalieri andavano ad imbarcarsi in nave
Non sapevano che lui aveva la doppia chiave
Mi ha insegnato che i costumi cambiano spesso
che tra guerra e religione c’ha ragione il sesso

Un mio antenato visse al tempo di Savonarola
Ascoltava i suoi anatemi parola per parola
Ammirava nei suoi occhi quella luce interiore
Che hanno gli uomini di fede, di forza e rigore
Poi però quando tornava a casa dopo i sermoni
Passava a Piazza della Signoria a via Tornabuoni
Le botteghe degli artisti, bordelli e mercati
Si sentiva a suo agio…tra i condannati

Oooh buon sangue non mente lalalala
Io son di tutta la gente diretto discendente
Oooh buon sangue non mente lalalala
Io son di tutta la gente diretto discendente

Lo zio del mio trisnonno suonava il violino
Il suo sogno era di essere un grande virtuoso
Poi si innamorò di una che gli cambiò il destino
Lasciò perdere il violino divenne triste e geloso
Dopo un sacco di anni che stavano insieme
Quando aveva rinunciato al suo sogno di artista
Lei se ne andò via con i profumi e le creme
E si mise con uno che faceva il violinista
Mi insegnò che rinunciare all’ambizione è sbagliato
Che poi la dea si vendica se c’hai rinunciato
C’era un matto che faceva sculture di vento
Si fermavano a guardarlo quando in movimento
Modellava ogni dettaglio della sua opera d’arte
Dopo un po’ la fissava seduto in disparte
Quasi sempre scontento del suo risultato
Con un soffio distruggeva quel che aveva creato
E la gente la sera a casa ritornava
Con scolpito negli occhi il matto che danzava
Mentre lui andava a letto sempre insoddisfatto
Proprio come un uomo, proprio come un matto

Oooh buon sangue non mente lalalala
Io son di tutta la gente diretto discendente
Oooh buon sangue non mente lalalala
Io son di tutta la gente diretto discendente

Tra i parenti più lontani c’è un bestemmiatore
Ce l’aveva con Dio che gli era debitore
Di favole raccontate prima di mettersi a letto
Di cui tutti i bambini del mondo hanno diritto
Lui era nato senza motivo apparente
Tranne quello di diventar delinquente
Fu per questo che a Dio volle fargli dispetto
E divenne un cittadino corretto
Un mio nonno combatteva le battaglie di Troia
Un altro faceva l’aiutante del boia
Ce n’era uno contadino e un’altra ballerina
Uno morì di vecchiaia, uno di ghigliottina
Da tutti questi ho imparato la più grande lezione
“niente accade due volte e per questa ragione
si nasce senza esperienza
si muore senza assuefazione”

rat-cartoon in onda! Novembre 18, 2006

Posted by andrea in diario.
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Rat-man in tv
Riporto la notizia dal sito ufficiale di Ratman:

“A partire dal prossimo lunedì 20 novembre, alle ore 17,55, tutti i giorni,
dal lunedì al venerdì RAI2 trasmetterà gli attesissimi cartoni animati di
Rat-Man.
La notizia verrà data alla stampa domenica nel corso di una conferenza
stampa a Saint Vincent alla fine del Premio Telegrolle, presenti Stranemani,
Kappa Edizioni, produttori RAI e Leo Ortolani.”

Che dire… Il fumetto è parecchio divertente, forse uno dei più divertenti
degli ultimi anni… Se il cartone animato varrà la metà della metà del
fumetto, varrà la pena vederlo (e registrarlo magari)…
Buona visione!

alimentazione wireless: fantascienza? Novembre 17, 2006

Posted by andrea in tecnologia.
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(Andrea Bai su Hardware Upgrade)

Una delle principali tendenze della tecnologia, manifestatasi con violenza soprattutto nel corso degli ultimi anni, è rappresentata dalla volontà di andare sempre più in direzione di un mondo libero da cavi.

Moltissime tecnologie, IrDA prima, Bluetooth poi, Ultrawideband domani, hanno il preciso obiettivo di realizzare dispositivi che possano interoperare tra loro senza la necessità di alcun vincolo fisico posto dalla lunghezza dei cavi di collegamento. Sebbene ciò sia possibile di fatto per quasi tutti gli impieghi di trasferimento dati, resta ancora un baluardo da attaccare: i cavi di alimentazione.

Anche quest’ultima fortezza però, è in procinto di essere assediata. Un gruppo di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology, guidato dal professor Marin Soljacic, sta studiando un particolare metodo che basandosi sul principio della “evanescent coupling” possa permettere di realizzare dispositivi in grado di alimentare e alimentarsi senza vincoli “wired”.

L’evanescent coupling (letteralmente: accoppiamento evanescente) è un effetto mediante il quale è possibile realizzare un trasferimento di energia, nella fattispecie onde elettromagnetiche, sfruttando i campi magnetici evanescenti, ovvero campi il cui effetto decade in modo esponenziale alla distanza dall’origine del campo stesso. Per far sì che ciò accada è necessario utilizzare delle “guide d’onda“, ovvero delle stutture che permettono di veicolare e delimitare un campo elettromagnetico, e posizionarle in modo ravvicinato tra loro, in modo tale che il campo magnetico proprio di una guida non decada in modo marcato in prossimità dell’altra guida.

Dal momento che il primo principio della termodinamica è ancora inviolato ed inviolabile, è ovviamente necessario che una delle due guide d’onda, nella fattispecie il dispositivo di alimentazione principale, sia fisicamente collegata alla rete elettrica. Il progetto è infatti volto a creare un dispositivo che traendo energia dalle normali linee elettriche la possa distribuire all’interno di un ambiente senza la necessità di dover effettuare collegamenti via cavo.

Grazie ad un particolare circuito provvisto di induttori e condensatori, la corrente elettrica che vi fluisce all’interno è in grado di generare un campo magnetico caratterizzato da una ben definita frequenza di risonanza e che può estendersi fino a circa cinque metri dall’antenna. La corrente, tuttavia, resta “intrappolata” all’interno di questo circuito.

Solo nel momento in cui viene posto nelle vicinanze un secondo dispositivo (la seconda guida d’onda) la cui antenna è caratterizzata dalla medesima frequenza di risonanza del dispositivo principale si viene a creare un trasferimento di energia che consente così di ricaricare e/o alimentare il secondo dispositivo.

Il gruppo di ricerca del MIT ha presentato il progetto all’ Industrial Physics Forum di San Francisco lo scorso 14 Novembre. Si tratta per ora di un progetto solo “su carta”, dal momento che non è ancora stato realizzato alcun prototipo funzionante ma solamente una serie di simulazioni virtuali che tuttavia sembrano confermare la validità del progetto stesso.

Fonte: New Scientist Tech

il grillo canta, ma quanto conta? Novembre 11, 2006

Posted by andrea in commenti.
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Riporto questa iniziativa dal blog di Beppe Grillo

“RESET. Se non faccio un RESET al giorno non mi diverto più.
Oggi è il turno dei nostri dipendenti. Quelli che stanno accampati nei corridoi di Camera e Senato e negli studi televisivi. Fanno una vita miserabile e lo fanno per noi. Fanno un po’ di gossip, votano in aula, qualche dichiarazione. Sono alla deriva. Per evitare una controderiva populista voglio fare una proposta da vero demagogo. Insomma derivare in modo demagogico e populista da uomo qualunque. Una cosa per persone semplici, non da raffinati cultori della supremazia della Politica. Qualcosa di cui hanno bisogno le democrazie in fase terminale. Una proposta di legge popolare con raccolta di firme per ridurre a due il numero di legislature per i parlamentari. Effetto retroattivo. Due e basta. Poi si torna a lavorare.
Prestati alla politica si diceva una volta. Un cittadino lasciava temporaneamente la sua professione. Per servire il Paese. La politica è diventata una professione permanente dai contorni indistinti. L’Italia è, populisticamente parlando, nella m..da.
Ma chi ci ha portato? E perchè consentirgli di fare ancora danni? Presto pubblicherò l’elenco dei parlamentari con più di due legislature perchè lo possiate divulgare in tutta la Rete. Sono i nomi dei responsabili dello sfascio, quelli che hanno guidato il Paese. O la colpa sarà sempre della recessione, del boom, del caldo d’estate e del conflitto di interessi d’inverno? I parlamentari festeggiano pure gli anniversari, i decennali, i trentennali di permanenza. Ma cos’è? Una gara di resistenza del seggio elettorale? Se non ci sono giovani in politica è perchè i posti sono occupati da generazioni. Rinnoviamo il Parlamento. Non graviamo di ulteriori responsabilità questi parlamentari di lungo corso.
Uno, Due, RESET. “

Che dire? Un’altra idea interessante dal Grillo, ma rimarrà solo provocazione o diventerà proposta concreta? Vedremo col tempo…

Dal canto mio un limite di mandato a due sole legislature non credo sia attuabile. Si favorirebbe si il ricambio, ma non il passaggio di competenze ed esperienza che i “vecchi” possono dare. Piuttosto va rivista la legge elettorale. Nelle attuali condizioni, il cittadino non può non votare qualcuno che sia, nel suo partito, in “alto” in lista. Se si pensa che è ora di mandare a casa qualcuno, mi piacerebbe pensare che basti non votarlo. Ma forse è questa la vera illusione…

che cosa è mai la vita? Novembre 4, 2006

Posted by andrea in diario.
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Una idea, un sogno. Tutta la vita è sogno. Forse il sogno di qualcun altro, e noi siamo solo fatue immagini. O forse il racconto scritto da un pazzo, che ci vede protagonisti, o semplici comparse nel tempo.

Dura solo una facciata alla finestra, pochi minuti, un sospiro. Ma quanti istanti in un sospiro? Forse che si riesce a contarli? Breve, eppure infinita e intensa, la vita.

La vita come montagne russe, pronta a portarti in alto, all’apice della gioa, per poi ricadere in basso fino a toccare il fondo. E in questi salti, dal basso all’alto, dall’alto al basso, soffro, rido, piango, grido, urlo… eppure mi diverto immensamente, in ogni transizione.

La vita è una strada, piena di bivi, piazze, vicoli ciechi, che ti costringono a rivedere le tue scelte e a volte a ripartire da capo. Un viaggio lungo, seppur breve. E come affrontare un viaggio senza compagnia? Gli amici che ti accompagnano per un solo tratto o per l’intero viaggio, si ricordano sempre con gioia. Sono cambiati, cresciuti, evoluti con te in quei momenti insieme.

E alla fine?
L’abisso, il vuoto, il nulla.

O forse

il sublime,

l’immenso,

l’infinito.