una favola che non significa nulla Maggio 31, 2007
Posted by andrea in citazioni.2 comments
“[...]Domani, poi domani, poi domani: così, da un giorno all’altro, a piccoli passi, ogni domani striscia via fino all’ultima sillaba del tempo prescritto; e tutti i nostri ieri hanno rischiarato, a degli stolti, la via che conduce alla polvere della morte. Spengiti, spengiti, breve candela! La vita non è che un’ombra che cammina; un povero commediante che si pavoneggia e si agita, sulla scena del mondo, per la sua ora, e poi non se ne parla più; una favola raccontata da un idiota, piena di strepito e di furore, che non significa nulla.”
la versione presentata è tratta da www.readme.it
for she once was a true love of mine Maggio 22, 2007
Posted by andrea in diario.3 comments
(per lei, che fu per me il vero amore)

” If you say that you can’t, then I shall reply,
Parsley, sage, rosemary and thyme,
Oh, Let me know that at least you will try,
Or you’ll never be a true love of mine.”
Tra le canzoni alle quali sono più affezionato, che fischietto o canticchio più spesso, vi è sicuramente “Scarborough Fair“, una triste ballata di origine inglese, ripresa più volte da vari artisti, tra i quali Angelo Branduardi, Herbie Hancock e Sarah Brightman.
La canzone è uno scambio di richieste impossibili tra due amanti lontani, (quali bagnarsi in un pozzo secco, o arare la terra con un corno di agnello) fatte per provare il “vero amore” che lega l’uno all’altra. Imprese impossibili, quanto impossibile è il vero amore. Eppure, alla fine, ai due amanti basta molto meno: “se tu mi dirai che è impossibile, ti risponderò: promettimi almeno che proverai!“. Questa l’unica richiesta: per amore tentare l’impossibile.
Il verso che si ripete identico in ogni strofa, “parsley, sage, rosemary and thyme” (prezzemolo, salvia, rosmarino e timo), ha un forte contenuto simbolico in quanto:
- il prezzemolo era ritenuto capace di allontanare o alleviare i dolori,
- la salvia simboleggia la forza,
- il rosmarino simboleggia fedeltà, amore e ricordo, veniva usato per ornare le spose,
- il timo rappresenta il coraggio, in epoca medievale si decoravano le armature con foglie di timo.
Il significato diventa quindi chiaro. L’amarezza tra loro deve essere scacciata dal prezzemolo, la salvia deve dare loro la forza di sopportare la separazione, il rosmarino deve dare loro fedeltà, e il timo il coraggio di affrontare le prove impossibili per rinsaldare il loro amore. Vi sono altre possibili interpretazioni del verso, per le quali vi rimando alle fonti a fondo pagina.
Qui il testo integrale, con la mia (poco raffinata) traduzione accanto.
Qui potete trovare gli accordi, secondo l’arrangiamento di Paul Simon.
Fonti: Musica e Memoria, Wikipedia, About the song Scarborough Fair; si ringrazia Garzanti Linguistica, davvero utile per la traduzione…
ringrazio chi vorrà segnalare errori nella traduzione…
kill the “key” key Maggio 15, 2007
Posted by andrea in commenti, diario.7 comments
(uccidete il tasto “k”)
perso nella rete, ho trovato questo banner contro le abbreviazioni “kappesche”.
In effetti, non sono mai riuscito a convertirmi all’utilizzo del grafema “k” in luogo del gruppo “ch“, sebbene comprenda appieno che, sopratutto negli sms, così si risparmiano costosissimi caratteri. Per esigenza di spazio ho visto scrivere cose al limite dell’assurdo, tra le quali lo scrivereUNAparolaINminuscoloEDunALTRAinMAIUSCOLO per risparmiare sugli spazi, cosa che rende però la frase praticamente illeggibile. Se unite a questo anche l’utilizzare “k” per “ch” e “x” per “per“, si diventa matti… (magari è solo questione di abitudine)
Dal canto mio, mi riesce già difficile rinunciare ad uno spazio dopo un simbolo di punteggiatura, anche se è una cosa che faccio malvolentieri per esigenze di “compressione”. Mi concedo solo qualche abbreviazione (del tipo “cmq” in luogo di “comunque“), ma sto eliminando progressivamente anche queste.
Da buon purista della lingua, soffro sempre di pesanti sensi di colpa ogni volta che mi trovo costretto ad utilizzare abbreviazioni, kappe e quant’altro…
ps. In rete simili iniziative contro la “k” proliferano, tra le quali cito quella recente dal Blog di Alessio, e il Blog a Improbabilità Infinita, al quale ho rubato il banner riportato in apertura.
Le faccine assassine Maggio 4, 2007
Posted by Mercurio in diario, tecnologia.8 comments
Io sono un grande appassionato delle faccine che si usano nelle comunicazioni testuali, come messaggi, instant messenger, etc: credo siano sono un grandioso mezzo espressivo, se usate bene!
Però, ultimamente è nata la moda su MSN messenger di sostituire le lettere con le immagini. Così, inflazionandole nel testo, le si distrugge. :,(
Usate in questo modo becero non sono tanto un problema per chi le riceve (che le può bloccare), ma per chi le manda: semplicemente non ha interesse a fare capire i propri concetti e sentimenti. :/
Rimando al blog di Alessio che ha iniziato la campagna d’informazione sul problema.


alcuni diritti riservati Maggio 17, 2007
Posted by andrea in commenti.1 comment so far
Quando decisi di pubblicare i miei racconti su internet, tramite il sito FantasyStory, uno dei problemi che mi posi fu quello dei “diritti d’autore”. Avevo paura che, resa un’opera pubblica su un sito, chiunque potesse ricopiarla, modificarla e utilizzarla per i suoi scopi, senza che mi venisse chiesto o notificato, il tutto in maniera perfettamente legale.
In realtà, come descritto nella legge 22 aprile 1941, n. 633, “il titolo originario dell’acquisto del diritto di autore é costituito dalla creazione dell’opera, quale particolare espressione del lavoro intellettuale”, ovvero il diritto d’autore è acquisito nel momento stesso in cui l’opera viene creata. Solo l’autore ha il diritto di pubblicare o vendere la sua opera, o concedere ad altri il diritto di pubblicarla: tutti i diritti sono riservati all’autore.
(Problema diverso è quello di dimostrare in sede legale che una opera sia effettivamente una tua creazione: viene riconosciuto autore dell’opera chi può dimostrare che la data di creazione della propria opera è antecedente a quella di un altro autore. Per informazioni su come poter fare ciò rimando qui.)
Non ho mai avuto l’intenzione (nè il talento, sigh) di fare lo scrittore di mestiere, ma desidero che i miei racconti raggiungano il più vasto pubblico possibile. Proprio per questo, alla fine di ogni racconto pubblicato su questo blog, ho aggiunto la dicitura: “La riproduzione non a scopo di lucro dei testi presentati è consentita, citando la fonte e facendomelo sapere, avvertendomi con un post. Nel dubbio contattatemi“. La mia intenzione era quella di estendere il solo diritto di riproduzione e pubblicazione dei miei racconti a chiunque volesse farlo, con la sola restrinzione di non poterlo utilizzare per usi commerciali. Mi sono reso conto che questa dicitura, oltre a non essere chiarissima, può non avere valore legale.
Per risolvere questo problema, perso nella rete, ho scovato le Creative Commons Public Licenses. Le CCPL sono uno strumento tramite cui il titolare dei diritti concede determinati permessi ai licenziatari, rendendo semplice segnalare in maniera chiara che la riproduzione, diffusione e circolazione della propria opera è esplicitamente permessa, nei termini previsti dalla licenza stessa. La semplicità è data dalla presenza dei “deed” (un esempio), “riassunti” comprensibili a tutti dei termini della licenza; la sicurezza è data dal codice legale (esempio) della licenza, adattato a seconda delle leggi nazionali. La filosofia che sta dietro alle CCPL è quella di “alcuni diritti riservati“, in luogo di “tutti i diritti riservati” tipica del copyright. Il titolare dei diritti d’autore dà quindi in licenza alcuni dei suoi diritti, mantenendone altri, a chiunque accetti i termini della licenza.
Tra i diritti che possono essere concessi vi sono quello di diffusione dell’opera, (usi commerciali permessi o vietati, a scelta) e quello di modifica dell’opera stessa, cosa che può favorirne l’arricchimento e la crescita. Fermo restando che, qualunque utilizzo dell’opera si faccia, è sempre necessario citare l’autore originale per garantire il diritto di attribuzione.
Da oggi, come specifacato nelle loro pagine (in fondo), alcuni dei miei racconti sono rilasciati sotto una CCPL, quella più restrittiva, che ne permette solo la libera diffusione per usi non commerciali, (Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate).
Per informazioni più dettagliate sull’utilità e sull’utilizzo delle CCPL, vi rimando al sito ufficiale Creative Commons Italia, in particolare leggete questa, questa e questa pagina, o visionate il simpatico video di presentazione dell’iniziativa. Qui invece il pensiero di www.beppegrillo.it, blog del noto comico, dal quale è tratta l’immagine sopra.