rampadilancio per nuovi scrittori Settembre 14, 2007
Posted by andrea in diario.add a comment
Dopo la lunga pausa estiva, ancora una volta mi ritrovo a scrivere di un sito-vetrina, stavolta non per artisti, ma per aspiranti scrittori.
Se si vuole “sfondare” nella narrativa, oggi come oggi, a parte il talento, è necessario sapersi destreggiare tra le casi editrici. Tipicamente, molti editori si offriranno di stampare la vostra opera dietro compenso, ma raramente nei costi della sola stampa è compresa una vera distribuzione sul territorio. Le diecimila copie del vostro libro rimarranno così archiviate in uno sgabuzzino, senza raggiungere mai una rete di librai e librerie in grado di venderle. Figurarsi pensare ad un qualche tipo di operazione di marketing e pubblicità.
In rete, ho scovato “rampadilancio“, un sito che permette di ovviare a questo problema. Ad un autore è reso possibile pubblicare una opera sul sito, ad un certo prezzo. L’opera verrà letta dagli utenti che, se interessati, potranno investire sulla stessa, partecipando per una certa quota alla stampa, distribuzione e pubblicità concernente quel titolo, e ovviamende traendone i ricavi sulle vendite a seconda la quota, in percentuale.
L’idea, all’apparenza semplice, è per certi versi geniale: l’autore ha la garanzia che se la sua opera verrà pubblicata è perchè uno o più investitori, disposti a mettere soldi, crede nella qualità e nel successo dell’opera stessa. L’editore, dal canto suo, guadagna poichè seguirà progetti che evidentemente hanno la potenzialità per “sfondare”, poichè già in partenza si è trovato qualcuno che crede così tanto nel successo di quell’opera, da essere disposto a investirci.
Gli utenti possono anche rilasciare, in forma anonima, commenti e critiche su una opera letta, dando all’autore un “feedback” sul quale riflettere, nel bene e nel male. Quando ci si espone a un pubblico, critiche e commenti sono sempre bene accetti, perchè solo valutandoli si cresce e si migliora.
Rampadilancio è una realtà relativamente recente, e conta ad oggi una trentina di titoli.
Attratto dal titolo e dalla presentazione, il primo testo che ho letto, “Tre racconti di inevitabile follia” di Chiara Vitetta, è stato una vera sorpresa, perchè ognuno dei tre racconti è stato in grado di coinvolgermi fino alla fine, tanto da completare la lettura in una serata.
Invito a dare una occhiata al sito, per farvi una idea, magari partendo proprio dai “Tre racconti di inevitabile follia“.
una vetrina per gli artisti emergenti Giugno 9, 2007
Posted by andrea in diario.3 comments
Perso nella rete, mi sono imbattuto nel sito www.equilibriarte.org.
E’ una grande galleria virtuale, dove artisti più o meno esordienti espongono le loro opere alla visione e al giudizio del virtualmente infinito pubblico di internet.
Il sito presenta una raccolta davvero variegata di opere d’arte, in ogni forma, dalla pittura alle installazioni alla fotografia, e in ogni stile. Vi invito a visitarlo, magari partendo dalla mia pagina, e anche iscrivervi per poter commentare le opere o contattare gli autori, poichè tra tutti i lavori esposti sono certo che ne troverete parecchi conformi ai vostri gusti personali, qualunque essi siano.
Tra tutti, sono felice di conoscere e apprezzare, come persona e come amico, un’artista, Giuliano Picciotto, o “Principe Grottesco“, suo sopranome sul sito citato.
Mi calo nei panni del critico d’arte, cosa che ovviamente NON sono, e vi presento l’artista e qualcuno dei suoi lavori.
La sua opera, prevalentemente come pittore e disegnatore, è influenzata da correnti quali il surrealismo e la pittura metafisica, nonchè dagli artisti tardo rinascimentali. Suoi modelli sono Caravaggio, Albrecht Dürer, Henri de Toulouse-Lautrec e Salvador Dalì.
Nelle opere esposte sul sito, si nota una buona tecnica: molti dei disegni esposti sono schizzati a penna direttamente su foglio, senza seguire una precedente traccia a matita o carboncino, come ad esempio in “Blasfemia“.
In “Madre Teresa” si nota invece la sua capacità di realizzare disegni molto realistici, mentre “Laboratorio” è un buon saggio delle sue capacità pittoriche.
Ma è in tutto ciò che va’ oltre il reale, che il “Principe Grottesco” mostra la sua originalità e personalità. Come ad esempio in “Composizione del pensatore surreale“, dove quella che avrebbe dovuto essere una natura morta (un pestello con della frutta), prende vita e va oltre la realtà, divenendo un pesce intrappolato da un amo, e tratto così in superficie.
E poi le sue figure mostruose e grottesche, che riescono a rendere bene la mostruisità delle passioni umane (come in “Blasfemia“) o della forza della natura, mostruose perchè implacabili e fuori dall’umano controllo. Così una tempesta diventa, in “Forza della natura“, espressione di furia incontrollabile, dove tutto il mare diventa creatura senziente e aberrante.

Infine le atmosfere oniriche e sognanti, come nella galleria “L’ombra della luce“, ispirata dall’omonima canzone di Franco Battiato, o in “Attesa in musica“.
PS. nel blog “frammenti di un’anonima esistenza“, bluestraneo ha scritto un post sullo stesso argomento…
una favola che non significa nulla Maggio 31, 2007
Posted by andrea in citazioni.2 comments
“[...]Domani, poi domani, poi domani: così, da un giorno all’altro, a piccoli passi, ogni domani striscia via fino all’ultima sillaba del tempo prescritto; e tutti i nostri ieri hanno rischiarato, a degli stolti, la via che conduce alla polvere della morte. Spengiti, spengiti, breve candela! La vita non è che un’ombra che cammina; un povero commediante che si pavoneggia e si agita, sulla scena del mondo, per la sua ora, e poi non se ne parla più; una favola raccontata da un idiota, piena di strepito e di furore, che non significa nulla.”
la versione presentata è tratta da www.readme.it
for she once was a true love of mine Maggio 22, 2007
Posted by andrea in diario.3 comments
(per lei, che fu per me il vero amore)

” If you say that you can’t, then I shall reply,
Parsley, sage, rosemary and thyme,
Oh, Let me know that at least you will try,
Or you’ll never be a true love of mine.”
Tra le canzoni alle quali sono più affezionato, che fischietto o canticchio più spesso, vi è sicuramente “Scarborough Fair“, una triste ballata di origine inglese, ripresa più volte da vari artisti, tra i quali Angelo Branduardi, Herbie Hancock e Sarah Brightman.
La canzone è uno scambio di richieste impossibili tra due amanti lontani, (quali bagnarsi in un pozzo secco, o arare la terra con un corno di agnello) fatte per provare il “vero amore” che lega l’uno all’altra. Imprese impossibili, quanto impossibile è il vero amore. Eppure, alla fine, ai due amanti basta molto meno: “se tu mi dirai che è impossibile, ti risponderò: promettimi almeno che proverai!“. Questa l’unica richiesta: per amore tentare l’impossibile.
Il verso che si ripete identico in ogni strofa, “parsley, sage, rosemary and thyme” (prezzemolo, salvia, rosmarino e timo), ha un forte contenuto simbolico in quanto:
- il prezzemolo era ritenuto capace di allontanare o alleviare i dolori,
- la salvia simboleggia la forza,
- il rosmarino simboleggia fedeltà, amore e ricordo, veniva usato per ornare le spose,
- il timo rappresenta il coraggio, in epoca medievale si decoravano le armature con foglie di timo.
Il significato diventa quindi chiaro. L’amarezza tra loro deve essere scacciata dal prezzemolo, la salvia deve dare loro la forza di sopportare la separazione, il rosmarino deve dare loro fedeltà, e il timo il coraggio di affrontare le prove impossibili per rinsaldare il loro amore. Vi sono altre possibili interpretazioni del verso, per le quali vi rimando alle fonti a fondo pagina.
Qui il testo integrale, con la mia (poco raffinata) traduzione accanto.
Qui potete trovare gli accordi, secondo l’arrangiamento di Paul Simon.
Fonti: Musica e Memoria, Wikipedia, About the song Scarborough Fair; si ringrazia Garzanti Linguistica, davvero utile per la traduzione…
ringrazio chi vorrà segnalare errori nella traduzione…
kill the “key” key Maggio 15, 2007
Posted by andrea in commenti, diario.7 comments
(uccidete il tasto “k”)
perso nella rete, ho trovato questo banner contro le abbreviazioni “kappesche”.
In effetti, non sono mai riuscito a convertirmi all’utilizzo del grafema “k” in luogo del gruppo “ch“, sebbene comprenda appieno che, sopratutto negli sms, così si risparmiano costosissimi caratteri. Per esigenza di spazio ho visto scrivere cose al limite dell’assurdo, tra le quali lo scrivereUNAparolaINminuscoloEDunALTRAinMAIUSCOLO per risparmiare sugli spazi, cosa che rende però la frase praticamente illeggibile. Se unite a questo anche l’utilizzare “k” per “ch” e “x” per “per“, si diventa matti… (magari è solo questione di abitudine)
Dal canto mio, mi riesce già difficile rinunciare ad uno spazio dopo un simbolo di punteggiatura, anche se è una cosa che faccio malvolentieri per esigenze di “compressione”. Mi concedo solo qualche abbreviazione (del tipo “cmq” in luogo di “comunque“), ma sto eliminando progressivamente anche queste.
Da buon purista della lingua, soffro sempre di pesanti sensi di colpa ogni volta che mi trovo costretto ad utilizzare abbreviazioni, kappe e quant’altro…
ps. In rete simili iniziative contro la “k” proliferano, tra le quali cito quella recente dal Blog di Alessio, e il Blog a Improbabilità Infinita, al quale ho rubato il banner riportato in apertura.
Le faccine assassine Maggio 4, 2007
Posted by Mercurio in diario, tecnologia.8 comments
Io sono un grande appassionato delle faccine che si usano nelle comunicazioni testuali, come messaggi, instant messenger, etc: credo siano sono un grandioso mezzo espressivo, se usate bene!
Però, ultimamente è nata la moda su MSN messenger di sostituire le lettere con le immagini. Così, inflazionandole nel testo, le si distrugge. :,(
Usate in questo modo becero non sono tanto un problema per chi le riceve (che le può bloccare), ma per chi le manda: semplicemente non ha interesse a fare capire i propri concetti e sentimenti. :/
Rimando al blog di Alessio che ha iniziato la campagna d’informazione sul problema.
aforismi… Aprile 17, 2007
Posted by andrea in citazioni, diario.add a comment
“Dietro ogni problema c’è una opportunità.”
(Galileo Galilei)
Volpi e ragnetti Marzo 31, 2007
Posted by Mercurio in tecnologia.add a comment
Sul web si chiamano spider i programmi che, viaggiando da soli sulla rete (notare l’ironia), consentono di scaricare sul proprio computer interi siti web. Quando l’Adsl era un’utopia, erano diffusi e necessari; adesso forse un pò meno, ma spesso si trovano sul web cose interessanti di cui può valer la pena avere una copia “in proprio”.
Il migliore di questi programmi, nonché gratuito, è httrack.
Questo programma mi piacque così tanto che nel lontano 2002 feci un minuscolo programmino che integrava httrack nell’allora progenitore di Firefox, Mozilla, il cui nome, combinava con una originalità spiazzante la parola “Spider” con “Mozilla”: SpiderZilla.
A dire il vero, io non lo usai mai. Però lo misi su Internet, come software opensource. Da allora è stato preso, usato, modificato, e tradotto in più lingue da un bel pò di persone, fino a diventare disponibile anche per l’ultimo Firefox 2.0. Il disegno del ragnetto, però, è rimasto teneramente uguale al mio disegno originario. In effetti potrebbe essere l’unica cosa rimasta.
Potenza di internet!
Sembra però mancare l’ultima versione per Linux, e l’attuale maintainer (il terzo: un italiano, un francese e un polacco. Chissà i nomi delle variabili…) non sembra poterne più proseguire lo sviluppo. Siccome il programma è molto semplice, trattandosi semplicemente di una GUI per httrack, chi fosse anche solo curioso di vedere come funzionino internamente le estensioni di Firefox, potrebbe usarlo come tutorial e modificarlo a piacimento. L’attuale sito di sviluppo sembra essere questo.
Gli altri, invece, lo possono scaricare ed usare da qui.
Infine, uno screenshot della prima finestra del ragnetto in tutta la sua magnificenza (per l’occasione, in francese)
un lungo viaggio Marzo 26, 2007
Posted by andrea in citazioni, diario.add a comment

Itaca
Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sara` questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne’ nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta; piu’ profumi inebrianti che puoi,
va in molte citta` egizie
impara una quantita` di cose dai dotti.
Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avra` deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare.


alcuni diritti riservati Maggio 17, 2007
Posted by andrea in commenti.1 comment so far
Quando decisi di pubblicare i miei racconti su internet, tramite il sito FantasyStory, uno dei problemi che mi posi fu quello dei “diritti d’autore”. Avevo paura che, resa un’opera pubblica su un sito, chiunque potesse ricopiarla, modificarla e utilizzarla per i suoi scopi, senza che mi venisse chiesto o notificato, il tutto in maniera perfettamente legale.
In realtà, come descritto nella legge 22 aprile 1941, n. 633, “il titolo originario dell’acquisto del diritto di autore é costituito dalla creazione dell’opera, quale particolare espressione del lavoro intellettuale”, ovvero il diritto d’autore è acquisito nel momento stesso in cui l’opera viene creata. Solo l’autore ha il diritto di pubblicare o vendere la sua opera, o concedere ad altri il diritto di pubblicarla: tutti i diritti sono riservati all’autore.
(Problema diverso è quello di dimostrare in sede legale che una opera sia effettivamente una tua creazione: viene riconosciuto autore dell’opera chi può dimostrare che la data di creazione della propria opera è antecedente a quella di un altro autore. Per informazioni su come poter fare ciò rimando qui.)
Non ho mai avuto l’intenzione (nè il talento, sigh) di fare lo scrittore di mestiere, ma desidero che i miei racconti raggiungano il più vasto pubblico possibile. Proprio per questo, alla fine di ogni racconto pubblicato su questo blog, ho aggiunto la dicitura: “La riproduzione non a scopo di lucro dei testi presentati è consentita, citando la fonte e facendomelo sapere, avvertendomi con un post. Nel dubbio contattatemi“. La mia intenzione era quella di estendere il solo diritto di riproduzione e pubblicazione dei miei racconti a chiunque volesse farlo, con la sola restrinzione di non poterlo utilizzare per usi commerciali. Mi sono reso conto che questa dicitura, oltre a non essere chiarissima, può non avere valore legale.
Per risolvere questo problema, perso nella rete, ho scovato le Creative Commons Public Licenses. Le CCPL sono uno strumento tramite cui il titolare dei diritti concede determinati permessi ai licenziatari, rendendo semplice segnalare in maniera chiara che la riproduzione, diffusione e circolazione della propria opera è esplicitamente permessa, nei termini previsti dalla licenza stessa. La semplicità è data dalla presenza dei “deed” (un esempio), “riassunti” comprensibili a tutti dei termini della licenza; la sicurezza è data dal codice legale (esempio) della licenza, adattato a seconda delle leggi nazionali. La filosofia che sta dietro alle CCPL è quella di “alcuni diritti riservati“, in luogo di “tutti i diritti riservati” tipica del copyright. Il titolare dei diritti d’autore dà quindi in licenza alcuni dei suoi diritti, mantenendone altri, a chiunque accetti i termini della licenza.
Tra i diritti che possono essere concessi vi sono quello di diffusione dell’opera, (usi commerciali permessi o vietati, a scelta) e quello di modifica dell’opera stessa, cosa che può favorirne l’arricchimento e la crescita. Fermo restando che, qualunque utilizzo dell’opera si faccia, è sempre necessario citare l’autore originale per garantire il diritto di attribuzione.
Da oggi, come specifacato nelle loro pagine (in fondo), alcuni dei miei racconti sono rilasciati sotto una CCPL, quella più restrittiva, che ne permette solo la libera diffusione per usi non commerciali, (Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate).
Per informazioni più dettagliate sull’utilità e sull’utilizzo delle CCPL, vi rimando al sito ufficiale Creative Commons Italia, in particolare leggete questa, questa e questa pagina, o visionate il simpatico video di presentazione dell’iniziativa. Qui invece il pensiero di www.beppegrillo.it, blog del noto comico, dal quale è tratta l’immagine sopra.