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alimentazione wireless: fantascienza? novembre 17, 2006

Posted by andrea in tecnologia.
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(Andrea Bai su Hardware Upgrade)

Una delle principali tendenze della tecnologia, manifestatasi con violenza soprattutto nel corso degli ultimi anni, è rappresentata dalla volontà di andare sempre più in direzione di un mondo libero da cavi.

Moltissime tecnologie, IrDA prima, Bluetooth poi, Ultrawideband domani, hanno il preciso obiettivo di realizzare dispositivi che possano interoperare tra loro senza la necessità di alcun vincolo fisico posto dalla lunghezza dei cavi di collegamento. Sebbene ciò sia possibile di fatto per quasi tutti gli impieghi di trasferimento dati, resta ancora un baluardo da attaccare: i cavi di alimentazione.

Anche quest’ultima fortezza però, è in procinto di essere assediata. Un gruppo di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology, guidato dal professor Marin Soljacic, sta studiando un particolare metodo che basandosi sul principio della “evanescent coupling” possa permettere di realizzare dispositivi in grado di alimentare e alimentarsi senza vincoli “wired”.

L’evanescent coupling (letteralmente: accoppiamento evanescente) è un effetto mediante il quale è possibile realizzare un trasferimento di energia, nella fattispecie onde elettromagnetiche, sfruttando i campi magnetici evanescenti, ovvero campi il cui effetto decade in modo esponenziale alla distanza dall’origine del campo stesso. Per far sì che ciò accada è necessario utilizzare delle “guide d’onda“, ovvero delle stutture che permettono di veicolare e delimitare un campo elettromagnetico, e posizionarle in modo ravvicinato tra loro, in modo tale che il campo magnetico proprio di una guida non decada in modo marcato in prossimità dell’altra guida.

Dal momento che il primo principio della termodinamica è ancora inviolato ed inviolabile, è ovviamente necessario che una delle due guide d’onda, nella fattispecie il dispositivo di alimentazione principale, sia fisicamente collegata alla rete elettrica. Il progetto è infatti volto a creare un dispositivo che traendo energia dalle normali linee elettriche la possa distribuire all’interno di un ambiente senza la necessità di dover effettuare collegamenti via cavo.

Grazie ad un particolare circuito provvisto di induttori e condensatori, la corrente elettrica che vi fluisce all’interno è in grado di generare un campo magnetico caratterizzato da una ben definita frequenza di risonanza e che può estendersi fino a circa cinque metri dall’antenna. La corrente, tuttavia, resta “intrappolata” all’interno di questo circuito.

Solo nel momento in cui viene posto nelle vicinanze un secondo dispositivo (la seconda guida d’onda) la cui antenna è caratterizzata dalla medesima frequenza di risonanza del dispositivo principale si viene a creare un trasferimento di energia che consente così di ricaricare e/o alimentare il secondo dispositivo.

Il gruppo di ricerca del MIT ha presentato il progetto all’ Industrial Physics Forum di San Francisco lo scorso 14 Novembre. Si tratta per ora di un progetto solo “su carta”, dal momento che non è ancora stato realizzato alcun prototipo funzionante ma solamente una serie di simulazioni virtuali che tuttavia sembrano confermare la validità del progetto stesso.

Fonte: New Scientist Tech

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