jump to navigation

Frammenti, cap. I

vai al cap. II

Di quello spirito non erano rimasti che miriadi e miriadi di frammenti. Privi di istinto, sensibilità, coscienza. Semplicemente vorticavano, pazzi, nella loro dimensione. Senza alcuna forza a tenerli separati, si cercavano freneticamente, ognuno il proprio complementare, tentando naturalmente di mettere ordine in quel caos che una volta era stato pensiero compiuto. Quando si scontravano, producevano bagliori simili a scintille, oppure lampi. In questi casi due frammenti diventavano uno, pronto a riprendere a vorticare con i suoi fratelli. Talvolta, però, una forza esterna, simile a una corrente indomita, disgregava nuovamente i frammenti così faticosamente riuniti, vanificando ogni sforzo di riacquisire compiutezza, ordine.
Passò così del tempo, con moti di aggregazione e frammentazione, che sembravano non dover avere mai fine.

Passò un’eternità, o forse un’istante, se questi termini hanno significato in una dimensione dove nulla era presente a scandire il tempo. La corrente si era ormai arrestata, e con la forza disgregatrice spenta, i frammenti potevano riaccorparsi. Si era così formato, pian piano, un minuscolo nucleo ordinato, più grande comunque di tutti gli altri aggregati formatisi. Emanava una strana luminiscenza pulsante, a volte si estingueva quasi completamente, a volte brillava come una stella. Sembrava muoversi non più follemente, come gli altri frammenti vorticanti, ma cercando in maniera attiva i frammenti ad esso complementari. Frequentemente ormai si fondeva con le parti cercate e catturate, diventando così più grande. Si muoveva quasi istintivamente, scontrandosi solo con i frammenti che avrebbe potuto inglobare.

All’improvviso di nuovo quella corrente, quella forza distruttrice. Gli aggregati più piccoli cedettero subito, prendendo a disgregarsi e frammentarsi inesorabilmente. Il globo, invece, resisteva, voleva resistere, pulsando febbricitante. Tentava di trattenere con forza ogni suo singolo frammento, ormai parte di se. E quando gliene veniva strappato uno, emetteva un lampo di una luce strana, della tintura che potrebbe avere un grido di dolore. Così si aggrappava più forte ai frammenti rimastigli, tanto forte che, per ogni frammento perso, più difficile era strapparne un altro.
La corrente, così come era arrivata, di colpo si spense. Mentre tutte le altre particelle ripresero nuovamente a vorticare folli. Il globo rimase fermo, come in attesa. Poi, quando intorno ad esso sembrò essere ritornata la normalità, riprese la ricerca delle parti che aveva perso in quella tormenta, e di altri nuovi frammenti che avrebbero potuto permettergli di ingrandirsi ed evolvere.

vai al cap. II

di andrea vinci

Creative Commons License
“Frammenti, cap. I“, di Andrea Vinci, è pubblicato sotto una
Licenza Creative Commons.

Commenti»

1. Chiara - marzo 7, 2007

Molto bello, molto ben scritto, difficile da giudicare però, il che non è un difetto, è solo un modo per dirti che forse il commento non sarà esauriente. Sembra che nella tua testa ci sia un bell’ordine di pensieri, pensieri che quasi si riordinano da soli naturalmente. Hai le idee chiare di tuo o sai come ordinarle prima di scrivere o mentre scrivi, in ogni caso una bella caratteristica. Hai anche un bel modo di mettere insieme le parole, che nella narrazione non stridono mai, c’è un equilibrio molto piacevole.

2. andrea - marzo 7, 2007

Ringrazio e arrossisco…


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: